Armi nucleari: illegali e pericolose

Raccogliendo l'invito dell'Associazione Internazionale Giuristi Contro le Armi Nucleari (IALANA), il 22 dicembre 2005, cinque cittadini pordenonesi hanno presentando al Tribunale Civile di Pordenone un atto di citazione (è disponibile anche la traduzione in inglese) contro il Governo degli Stati Uniti, affinché le 50 atomiche presenti ad Aviano vengano rimosse dal territorio italiano.

Nel loro atto di citazione, i cinque attori spiegano come la presenza delle atomiche sia intrinsecamente pericolosa per tutta l'area circostante la Base Usaf, poiché la Base stessa diventa un obiettivo di un eventuale attacco nucleare.

Perché la presenza delle atomiche ad Aviano è illegale?

Perché viola il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (NPT); tale trattato, firmato da quasi tutti i paesi del mondo, compresi gli USA e l'Italia, all'articolo 1 impegna le potenze nucleari a non trasferire, direttamente o indirettamente, a nessun destinatario armi nucleari o il controllo su tali armi. La base di Aviano è territorio italiano. O le atomiche ivi presenti sono, in qualche misura, sotto il controllo italiano (ed allora si viola l'NPT) o non lo sono (ed allora c'è una limitazione di sovranità nazionale in violazione dell'art. 11 della Costituzione, che la ammette solo in condizioni di parità con gli altri Stati).

Perché la presenza delle atomiche ad Aviano è pericolosa?

Il rischio è definito come la probabilità di avverarsi di un evento negativo, moltiplicata per il valore del possibile danno. Quindi, anche se la probabilità di un incidente nucleare è infinitesimale, il rischio resta comunque elevato perché il possibile danno è enorme. La presenza di atomiche ad Aviano significa un pericolo diretto per l'ambiente, in termini di possibile inquinamento radioattivo; rende l'area un obiettivo primario di eventuale attacco nucleare o terroristico; contribuisce a vanificare lo spirito dell'NPT (che mira alla totale eliminazione delle armi nucleari) e ad aumentare così il rischio globale della proliferazione nucleare.

Perché è stata scelta la via giudiziaria?

Perché crediamo che la forza della legge debba contare più della legge della forza. Il governo USA si sta contraddistinguendo nel distorcere strumentalmente a proprio uso e consumo il Diritto Internazionale, per imporre la sua volontà a livello planetario, mentre rifiuta di adempiere ai propri obblighi quando ciò contrasta con gli interessi della sua classe dirigente. Per bloccare la spirale di violenza e di odio provocata dall'uso indiscriminato della forza come unica legittimazione del proprio potere, è necessario ridare lo spazio che spetta loro agli strumenti del Diritto e della legalità, ponendoli al servizio dei deboli e degli oppressi, anziché dei potenti.

La via giudiziaria significa rinuncia all'azione politica?

Assolutamente no. L'azione legale dovrà andare di pari passo con la mobilitazione popolare, con la crescita di consapevolezza dei propri diritti e del proprio potere da parte dei cittadini e delle comunità locali. Una vittoria sul piano legale resterebbe lettera morta se non fosse seguita (o anticipata) da una netta affermazione sul piano politico, etico e culturale del totale ripudio delle armi nucleari.

Cosa possono fare dei singoli cittadini contro una potenza come gli USA?

Molto, moltissimo. Probabilmente, più di quel che pensano. Un solo esempio, tra i tanti possibili: nel 1999, i cittadini di Vieques (Portorico), esasperati da 60 anni di esercitazioni militari nella loro piccola isola, hanno dato l'ultimatum alla Marina USA ed hanno iniziato una lotta popolare nonviolenta che dopo sei anni ha costretto il Governo USA a sospendere le esercitazioni. I cittadini della Val di Susa hanno bloccato lo scempio delle loro montagne. Quelli di Scanzano hanno impedito che la loro terra fosse trasformata in pattumiera nucleare. Perché noi dovremmo rassegnarci a tenerci le atomiche per sempre?

Cosa accade se si vince la causa?

Se il giudice accoglierà le nostre posizioni, verrà ordinato al Governo Usa di rimuovere al più presto le atomiche da Aviano. Ma la possibilità che la sentenza venga resa effettiva sono legate alla volontà politica del governo italiano di esigerne l'applicazione dal governo Usa. Per questo è fondamentale che l'azione sul piano giuridico si accompagni ad un'azione sul piano sociale e culturale, che miri a creare un forte sostegno popolare, in grado di condizionare il livello politico, esigendo il rispetto della sentenza.

Cosa accade se si perde la causa?

Sarebbe un duro colpo, non tanto per gli attori, quanto per il Diritto Internazionale e per le prospettive di disarmo. Una sentenza che sancisse la legittimità della presenza delle atomiche significherebbe ridurre il Diritto Internazionale a rango di pura petizione di principio, senza nessuna valenza cogente e verrebbe letta come la ratifica dell'uso della forza come unico metro di legalità e legittimità.

Quali potrebbero essere le ripercussioni internazionali della causa?

Una affermazione delle nostre posizioni potrebbe diventare un ottimo precedente a livello internazionale, affinché anche altri paesi chiedano la rimozione e lo smantellamento delle atomiche dai loro territori. Ma per attendere una ricaduta a livello internazionale non sarà necessario aspettare la conclusione della causa. Il solo porre il problema giuridico della presenza delle atomiche può avere un impatto politico ed innescare un percorso che porti allo smantellamento concordato delle atomiche anche prima che si arrivi alla sentenza.

Cosa ne sarà degli attori se si vince la causa?

Statue, busti in alabastro, titoli onorifici, il nome di una via... magari un Nobel per la Pace... Eye-wink

Chi paga le spese legali?

La IALANA si è impegnata a pagare tutte le spese dei nostri legali. Resta in capo agli attori e ad eventuali intervenuti il rischio di dover pagare le spese legali della controparte (stimato, nella peggiore delle ipotesi, in circa 15.000 €), se così dovesse stabilire il giudice, in caso di nostra sconfitta. Se ciò dovesse accadere, essi dovranno rispondere col proprio patrimonio personale. Proprio per non gravare unicamente sulle tasche degli attori, è importante predisporre un fondo di riserva da utilizzare a tale scopo, ovvero da destinare ad iniziative umanitarie in caso di vittoria. Chi volesse contribuire, trova in questa pagina tutte le informazioni necessarie.

Perché creare un Comitato a sostegno della causa?

Perché questo ci pare il modo migliore per garantire la più ampia partecipazione popolare, riducendo al minimo l'impatto burocratico ed il costo per ogni singola persona. Il Comitato si presenterà in giudizio a fianco degli attori come un'unica Persona Giuridica, ma in rappresentanza di tutti e di ciascuno degli aderenti. Il Comitato, inoltre, coordinerà la raccolta fondi di cui al punto precedente e potrà essere uno strumento a servizio del movimento per l'organizzazione di altre iniziative pubbliche e di sensibilizzazione sul tema del nucleare militare.

Cosa ne sarà degli aderenti al Comitato se si perde la causa?

A parte la cocente delusione, niente: poiché il Comitato avrà una propria personalità giuridica, sarà chiamato a rimborsare le eventuali spese legali della controparte solo in misura del proprio patrimonio, senza che possa venire in alcun modo attaccato il patrimonio dei singoli aderenti.